Chi siamo
La formazione degli Esco, come è capitato a quasi tutte le bands, ha subìto varie e ordinarie vicissitudini sia umane che musicali fino a trovare
un proprio “centro artistico di gravità permanente” - giusto per citare il grande M° Franco Battiato.
La sfida è quella di dare massima longevità all’equilibrio instabile insito in ogni gruppo ammaestrando il nostro "ego" con disciplina;
solo così potremo continuare a colmare le distanze tra i sogni e la realtà.
A volte questo può comportare scelte dolorose ma, come un giorno mi scrisse il buon Sandro per non “farmi sentire sbagliato” nei confronti di un’importante decisione che prendemmo nell’interesse comune: “Vivere non è accettare tutto, ma scegliere, sfrondare, sacrificare. La linfa dell'albero sale solo quando i rami sono stati potati.” (Ludovic Giraud)
2005 MARK 1 -
PAOLO ESCO VOCE, RICKY DAL PRA’ CHITARRA, TONI REBUF BASSO, MARCO CAMPIGOTTO BATTERIA
2006
MARK 2 - PAOLO ESCO VOCE, RICKY DAL PRA’ CHITARRA, TONI REBUF BASSO, SANDRO FUSATI BATTERIA/PERCUSSIONI
2007 MARK 3 - PAOLO ESCO VOCE, GERMANO TONCETTI CHITARRA, STEFANO AITI BASSO, SANDRO FUSATI BATTERIA/PERCUSSIONI
Intervista agli Esco
ESCO ... PER ENTRARE NELLA MUSICA
Quest’anno il Busker Festival di Ferrara può essere definito come l’edizione che ha dato più spazio in assoluto alla musica d’autore italiana.
Gli Esco ne sono un esempio, quattro ragazzi di Padova/Venezia che arrivano sulla strada affollata di passanti, coriandoli e bottigliette d’acqua abbandonate qua e là, e riescono a trasformare una piccola area di marciapiede, in un vero e proprio palcoscenico. Sensibili alla buona musica, contrari alle etichette da jukebox e alle cover preconfezionate, scrivono testi e musica e fra una canzone e l’altra, la voce del gruppo Paolo Esco, intrattiene il pubblico, con letture dal sapore romantico e melanconico, scritte da lui ovviamente. Qui
per Vignettopoli on line, Paolo ci racconta la nascita del viaggio musicale degli Esco e con ironia precisa che non aveva alcuna intenzione di appropriarsi del nome del gruppo.
Chi sono gli ESCO?
Paolo: L'idea di Esco come gruppo è nata cinque anni fa ma era in incubatrice nella mia testa già da molto tempo. Attualmente la band è formata da Sandro Fusati alla batteria e percussioni, Stefano Aiti al basso e Germano Toncetti alla chitarra.
La parola Esco rimanda ad un’azione, “uscire da”, ha un significato
preciso per la vostra band?
Effettivamente no, quando è uscito il primo CD il gruppo si chiamava ancora “Emeriti Sconosciuti”, in seguito lo abbiamo accorciato in “Esco”, diciamo è stata un’idea simpatica ed originale che ha colpito l’attenzione del pubblico.
Cosa pensate del Busker Festival di Ferrara?
In coro rispondono Paolo e Sandro: E’ la prima volta che partecipiamo ed è bellissimo!!! Siamo stati anche al “Festival della musica europea” di Arco in provincia di Trento, che si è svolto anche in altre località (Lucca, Napoli, Senigallia, Rivoli) in giugno, ma il Festival dei musicisti di strada di Ferrara è incomparabile.
Paolo, secondo Lei chi è l’artista di strada?
L’artista di strada è colui che non ha paura di confrontarsi con la gente, di mettersi faccia a faccia con il pubblico. Il contatto con il pubblico è impagabile, come un test, è qui che hai la verifica di quanto le persone ti possono dare e di quanto puoi ricevere.
Com’è il rapporto fra il musicista di strada e il pubblico?
Ho notato che spesso le persone tendono a mettersi lontane rispetto all’artista, invece la musica essendo comunicazione ha bisogno che le distanze si accorcino fra l’artista e il pubblico.
E gli Esco cosa propongono?
Noi creiamo musica d’autore, non amiamo le etichette e non ci facciamo incasellare dentro il pop o il rock che sono generi imprecisi e indefiniti. La nostra musica vuole essere comunicativa al di là dei recinti imposti dai mainstream radiofonici. Il nostro intento è che la musica sia un tramite, la qualità della comunicazione è importante, e se l’Arte fosse al posto di pallottole o piombo, sarebbe una cosa bellissima!
Visto che siete cantautori, e che scrivete musica e parole, come vivete la dimensione della scrittura?
Paolo: Quando si scrive l’idea è di trasmettere emozioni, e a volte è anche terapeutico per chi scrive, l’ultimo brano scritto con Ricky Dal Prà (nel nostro live line-up fino a qualche mese fa) e che verrà inserito nel nuovo cd, parla di inquietudine, e riflette un periodo che abbiamo vissuto, duro, di trasformazione. Ogni momento bello o brutto lo riviviamo nei nostri testi: vivere è scrivere!
Sandro: C’è una considerazione da fare, in Italia agli artisti che scrivono non viene dato molto spazio. Nel panorama underground, molti musicisti hanno abbandonato il progetto iniziale per sposare una causa economica che è quella della cover band.
Secondo Lei cosa genera questa situazione?
In Italia sono pochissimi i locali che promuovono la musica d’autore, a discapito della qualità, anche se ci sono delle cover band tecnicamente molto brave, comunque da un punto di vista artistico non apportano nulla di nuovo, sono solo dei jukebox un po’ più elaborati. E ciò sta fossilizzando la musica italiana, perché i gestori dei locali diventano sempre più ostili verso chi fa musica autoprodotta.
Vi occupate anche di solidarietà?
Si cerchiamo di sposare progetti che toccano la solidarietà e problematiche sociali difficili, per esempio siamo legati molto al Tibet e alla cultura del Dalai Lama. Io sono stato in Tibet e il paese sta vivendo un momento terribile, a causa del governo cinese che deporta le persone da una parte all’altra del paese, senza rispetto dei diritti e della dignità umana.
Nel panorama della musica italiana, è difficile collocare gli Esco, poiché non vogliono assolutamente essere etichettati dentro alcun genere né confezionato, né precotto... una cosa è certa, la musica di Paolo e gli altri, esce fuori dal marasma musicale di oggi, con una certa eleganza.
Per gentile concessione di Vignettopoli
di www.edizionidamiano.net - Rimini
Da un articolo di Nez
