Ore 16.45 Arriva Sandro e carichiamo poi Tony col suo basso blu elettrico e partiamo. Io guido: autostrada A4, la solita. Esco a Vicenza Ovest, si carica Ricky, l’ampli, la chitarra e si torna in A4. Si scherza e si ride, come sempre. Ore 18.20 velocità circa 120 km orari sulla corsia di sorpasso il volante si irrigidisce, capisco all’istante che qualcosa non va. Accostiamo subito alla prima sosta d’emergenza al km. 141,500. Spengo il motore, provo a riaccendere ma l’auto non riparte: panne, panico.
Comincio a chiamare il mondo. Ricky e Tony scendono a prendere aria per farsi venire qualche idea brillante…
Ore 18.27 chiamo Ila che mi dà il numero dell’assicurazione per chiamare il carro attrezzi. Chiamo gli Spaccailsilenzio!, la friendband con cui dividiamo il palco stasera e gli comunico l’accaduto. Ore 18.36 venti minuti buoni di attesa con la classica musichetta di sottofondo per fornire un recapito telefonico al numero verde del Soccorso ed essere richiamati. Sandro, nel frattempo, fuma, fa pipì poi chiama anche lui qualche altra buonanima per cercare aiuto.
Ore 19.06 chiamo il locale e li informo di quanto è successo assicurandogli comunque che faremo il possibile per risolvere il problema e che la band di Bologna che aprirà la serata arriverà regolarmente. Non perdiamo le speranze. Mezz’ora dopo arriva la chiamata del Soccorso autostradale che ci chiede ubicazione e numero di targa. Altra mezz’ora prima che arrivi il carro attrezzi. Chiamo Danilo, A&R della NoPop, telefono staccato (mi richiamerà più tardi) e Luciano, il nostro manager per recuperare alcuni numeri di telefono per avvertire alcune persone che ci aspettano. Ore 20.05 chiamo al cellulare il titolare del locale: “…richiamate più tardi e fatemi sapere altrimenti trovo un’altra band che vi sostituisca” Wow, meraviglioso ma non ci arrendiamo. Chiamo i ragazzi dell’altra band per aver loro notizie ma non rispondono così gli mando un sms: “per pietà, chiamate appena possibile”. Arriva il carro attrezzi che si avvia verso il deposito di Villafranca. Facciamo un altro migliaio di telefonate. L’autista del carro attrezzi esce ed entra da un casello, non ci capisce il perchè poi mentre stiamo raggiungendo Villafranca ci comunica che appena saremo lì l’auto sarà caricata su un altro carro attrezzi e portata in un deposito di Verona a 20 km di distanza. Fantastico.
Terminate le manovre per il passaggio dell’auto da un carro attrezzi all’altro, ecco la perla della giornata. Il primo autista mi si avvicina con in mano una ricevuta da firmare: “E’ lei il Sig. Rossi?” mi chiede e io “No”. “E’ sicuro?” A questo punto leggermente preoccupato, lo guardo bene per capire quale tipo di sostanza stupefacente abbia assunto nelle ultime 24 ore e gli rispondo che, sì, sono sicuro di non essere il Sig. Rossi. Lui non è del tutto convinto e mi dice comunque di firmare qui.
Si riparte con il secondo carro attrezzi e riusciamo a recuperare ben due “angeli” automuniti, un collega di lavoro di Ricky che lavorava nei pressi di Verona ed Ila che, partita da Padova, ci aspettava al deposito con una macchina pronta per ripartire alla volta di Milano.
Facciamo 4 conti: possiamo essere a Le Trottoir intorno alle 22.30-23 con la strumentazione all’osso, fare un sound check veloce nella pausa ed onorare l’impegno preso.
Chiamo il titolare del locale per dargli la nostra conferma: “Mi spiace ma ho già risolto, ho chiamato un’altra band”.
La muscolatura del mio labbro superiore sinistro si alza abbozzando una via di mezzo tra una smorfia napoletana ed un sorriso al chinino. Viviamo in un mondo sordo e vagamente disumano. Mi mangio una banana. I nostri “angeli” intanto sono già arrivati e ci aspettano ma purtroppo, nonostante i nostri salti mortali, faremo soltanto il travaso della strumentazione e ce ne torneremo nell’operoso Nord Est: niente live a Le trottoir, au revoir (o forse, adieu!)
Giunti al deposito, l’auto viene parcheggiata e il titolare dell’officina, dopo alcune verifiche di rito, emette l’autopsia: “…probabilmente la cinghia che trasmette il moto dall’albero motore all’alternatore è uscita fuori sede… forse si è strappata così il motore non riesce più a ricaricare la batteria che rapidamente si esaurisce…”
Mando un sms con un in bocca al lupo a Luigi, Feliciano ed Eugenio per la serata: “Ragazzi, spaccate anche per noi!”
Questa è la vita, direbbe l’Ingegnere.